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LA CHIESETTA DI SAN GIORGIO O MADONE D'AIUT
Su di uno sperone roccioso prospiciente la vallata del Malina, dominante il Passo di
Montecroce, è situata la chiesetta dedicata, al principio del secolo, a Madonna d'Aiuto.
E' stata costruita sui resti della vetusta chiesa di S. Giorgio, ricordata nei lasciti del sec. XIV, e che si trovava nei pressi di una torre di osservazione o "castellazzo" dei signori
Atems.
La stessa ricostruzione della chiesetta sembra riportarci nel tempo antico: infatti
è in stile pseudo-romanico e senz'abside.
La facciata è rivolta a ponente con accenno di
tre archi a tutto sesto sull'intonaco e con finte lesene agli angolari.
La porta è rettangolare architravata, sormontata da una lunetta cieca; un grande occhio s'apre nel
mezzo della facciata e, sul colmo della medesima, la monofora a vela priva di campana.
L'aula è rettangolare e la travatura a vista.
Il presbiterio è separato dall'aula da alcuni
gradini e da una doppia arcata a tutto sesto, poggiante su una colonna centrale cilindrica
e finte colonne a muro.
A destra c'è l'altare della Madonna a ridosso del fondale.
Si tratta di un quadro ad olio raffigurante la Vergine seduta con il Bambino sulle ginocchia, con ai lati le sante Lucia ed Agnese, opera di G.B. Gori di Nimis e datato 1908.
A sinistra l'altare di S. Giorgio a cavallo che uccide il drago (ottocentesco) e, nei pannelli laterali, pitture raffiguranti S. Lorenzo e S. Valentino, nel tondo sopra, la Vergine col Bambino, sempre di G.B. Gori.
Questo gruppo ligneo è molto interessante, sembra però ridipinto e restaurato forse dallo stesso Gori.
La luce proviene da tre finestre biforcate, a tutto sesto, che s'aprono nella parete e dall'occhio di facciata.
A destra, entrando, si vede la pila a catino per l'acquasanta.
La copertura del tetto è in coppi, con cornicione di cemento sotto la gronda.
LA CHIESETTA DI SAN ROCCO
Sopra un poggio, dominante il paese di Attimis, sta la chiesetta di S. Rocco.
Un sentiero porta al culmine della collinetta fino a terminare sulla radura prospiciente la facciata della chiesa.
Alle spalle è protetta dal monte Carnizza; verso nord, appaiono la strada ed il Passo di Montecroce che congiungono le vallate di Nimis con quella di Attimis.
La prima chiesa daterebbe della fine del Trecento o del principio del Quattrocento.
La facciata è liscia, con porta e finestre rettangolari sormontate da timpano ogivale
nell'intonaco; sopra le finestre s'aprono due occhi.
Sul colmo s'alza la bifora campanaria in pietra, con campane.
L'aula è rettangolare ed il soffittoè piatto; a destra si nota una piccola acquasantiera di marmo, molto bassa.
Il presbiterio è quadrato con volta a crociera; non ci sono tracce di affreschi né entro le
vele né alle pareti.
Qui si trova un altare ligneo; doveva essere un trittico del secolo XVI d'influenza tolmezzina ma di data più tarda, della prima metà del secolo. E' stato evidentemente manomesso; ora è rimasta solo la statuetta cinquecentesca di S. Rocco,
nella nicchia centrale, mentre nelle laterali si trovano due pitture su legno raffiguranti, a
sinistra S. Sebastiano e a destra S. Vincenzo Ferrerio o S. Carlo Borromeo, seriori.
Nella parte superiore dell'ancona vi sono pitture con al centro la Vergine col Bambino e, negli scomparti laterali, due angeli.
Nella parete laterale destra dell'aula si vedono due pale d'altare ad olio, probabilmente ciò ch'è rimasto degli altari laterali: in una vi è raffigurato il Battista e nell'altra gli Evangelisti Marco e Giovanni.
Fa bella mostra di sé un crocifisso ligneo, dorato, nella parete di sinistra.
Si nota una porta secondaria ad arco scemo, sul fianco destro dell'aula ed una finestra rettangolare sullo stesso lato del presbiterio. Il muro della costruzione è fatto in pietre, non sempre squadrate e mal intonacate.
La costruzione è in coppi con cornice di mattonelle sotto la gronda.
In ricordo della tremenda calamità del 1855, la popolazione di Forame, il 16 agosto di ogni
anno, si porta in pellegrinaggio nella chiesina di S. Rocco.
LA CHIESETTA DI S. OSVALDO
Seguendo la strada pedemontana che da Attimis porta a Faedis, poco fuori dell'abitato
appaiono i maestosi resti dei castello dei Partistagno.
Lasciando la statale ed addentrandosi a sinistra per una stradetta laterale, s'incontra il borgo di Partistagno.
Proseguendo ancora, s'incontra il borgo superiore e da questo punto si snoda un viottolo che termina sullo spiazzo antistante la chiesetta. Questa è dedicata a S. Osvaldo, ma la popolazione ama chiamarla anche Madonna della Neve.
Agli inizi del 1200 può essere datato il primo vano cultuale, sorto presso il castello.
Della primitiva costruzione rimane solo l'abside semicircolare e, forse l'attuale presbiterio.
Il resto lo si può assegnare al Cinquecento, con alterazioni e rimaneggiamenti eseguiti nel 1909.
La facciata è rivolta ad occidente, con porta rettangolare sormontata da una lunetta cieca ed ai lati due finestre di tipo romanico.
Sul colmo della facciata s'alza la bifora campanaria ricostruita, con campane; a tre quarti di facciata c'è un occhio.
L'aula è rettangolare e il presbiterio è a forma di quadrangolo irregolare, con travi a vista.
L'abside è semicircolare con volta a catino. Nell'interno dell'abside si ammira un notevole affresco: Cristo nella mandorla tra i simboli degli Evangelisti e, sotto, la galleria degli Apostoli, che oltre a ricordare il grande affresco dell'abside nell'abbazia di Pomposa, opera di Vitale da Bologna (sec. IVX), richiama la teoria degli Apostoli dell'affresco trecentesco della chiesa dei santi Giacomo ed Anna di Venzone (opera di autore locale di gusto vitalesco); ma non si può tralasciare di proporre gli affreschi parietali degli Apostoli, raffigurati nella chiesetta alpestre di S. Maria Maddalena in Rupis, presso Canal di Grivò a Faedis.
Secondo il Marchetti, questo affresco è assegnato
alla seconda metà del Trecento ed è probabile opera della scuola friulana vitalesca con influenze di Lorenzo Veneziano.
Sotto questo affresco sembra vi siano altre pitture più antiche. La muratura è in sassi
frammisti a pietre. Una finestrella s'apre sul lato destro dell'aula. Sopra l'altare ligneo c'è
una pala, raffigurante la Vergine tra le sante Lucia ed Agnese, opera degli inizi del
secolo a firma del G.B. Gori. Ci sono pure due angioli lignei appartenuti all'ancona di
Lorenzo di S.Vito ed una statuetta del primiero altarolo, raffigurante la Vergine in trono
col Bimbo in braccio, forse duecentesca. La copertura è in coppi.
IL MONASTERO DELLE CLARISSE SACRAMENTINE
CLARISSE SACRAMENTINE
Monastero Santa Maria degli Angeli
Borgo Faris 46
33040 ATTIMIS (UDINE)
tel.0432/789911
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